Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo

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longobuccoIl Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo si trova a Longobucco, comune di poco più di 3.500 abitanti in provincia di Cosenza, posto in una delle più suggestive vallate della Sila Greca, bagnata dal fiume Trionto e ricca di boschi e monti incontaminati.

bruno da Longobucco

Le origini. La presenza di miniere di ferro ha reso questa zona strategica per tutte le dominazioni – dai Greci ai Borboni – succedutesi nel corso dei secoli sul territorio, che era probabilmente abitato da popolazioni italiche già prima dell’arrivo dei Greci.
Il più importante insediamento greco della zona, fra i primi in Italia meridionale, fu Sibari, città ionica affacciata sul golfo di Taranto tra i fiumi Crati e Coscile. Molto presto Sibari divenne una grande potenza (secondo Strabone dominava 4 popoli e 25 città) grazie ai commerci con il Mediterraneo orientale e allo sfruttamento delle miniere dell’entroterra. Nel VII secolo a.C. i minatori sibariti, con l’aiuto di manodopera locale, costruirono il primo abitato pressappoco dove si trova l’attuale Longobucco: per alcuni l’abitato verrebbe individuato in Themesen “la metallurgica”, di cui parla Omero nell’Odissea (libro I, vv. 183-184).

Sono varie le ipotesi circa l’origine del nome. Per alcuni “Longobucco” risalirebbe al germanico lang Burg (lungo castello) del tempo dell’invasione dei Goti nel VI sec. C’è chi invece vorrebbe far derivare il nome Longobucco dai Longobardi, che invasero questi territori durante la dominazione bizantina, sebbene l’etimologia più accreditata sembra essere quella di derivazione latina, longa bucca (lunga concavità), che a sua volta si riferisce al nome del torrente Macrocioli, dal bizantino makrokoilos (lunga cavità).
 

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