Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo

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Il periodo angioino

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periodo_angioinoDurante il regno di Carlo I, caratterizzato da brutali violenze e saccheggi, la ricerca dei metalli fu molto attiva. In un documento del 1268 si attesta che a Longobucco furono estratte 103 marche e 7 once di argento puro. Nel 1274 Carlo I ordinò a tutti i funzionari, baroni e università del regno di facilitare all’orefice, Giovanni da Longobucco, l’incarico di fare sondaggi in tutto il territorio in cerca di argento, ferro e rame e al fine di evitare furti e frodi nominò due controllori: frà Raimondo da Bisignano dell’Ordine degli Ospedalieri e Simone de Ligni. Scoperto un nuovo filone di metallo nel casale Bonia, Carlo d’Angiò fece sequestrare il possedimento e solo più tardi restituì il terreno, ma non le miniere. Nel 1275 al Giustiziere della Valle del Crati e Terra Giordana (Calabria Citra) ordinò di vigilare sulle miniere di Longobucco e Monte Cucuzzo. Ancora nel 1277 da Napoli raccomandava a frà Raimondo di inviare le rimanenze di un’estrazione di metalli preziosi al Castello del Salvatore di Napoli e nel 1279 ordinava al Giustiziere della Valle del Crati Alfredo Sumesat di fornire dei muli e una scorta a Simone de Ligni, procuratore delle argentiere di Longobucco, per trasporto dell’argento a Napoli. Dal 1279 al 1289 furono battute 22.700 once di carlini e altre monete d’oro: gran parte dell’argento proveniva da Longobucco. periodo_angioino2L’intensa attività di estrazione comportò uno sviluppo fiorente di tutti i settori dell’artigianato. Nel 1277 Longobucco arrivò a contare 4.179 abitanti, ospitando in pianta stabile funzionari della corte e la sede di un distaccamento militare.
A Carlo I successe Carlo II, detto lo Zoppo e a questi suo figlio, Roberto d’Angiò (1277-1343), detto il Saggio. Fu duca di Calabria (1296-1309) e quindi re di Napoli (dal 1309 al 1343).
periodo_angioino3Nel periodo angioino fu floridissima la produzione tessile e della seta in particolare. Si lavorava il lino, il cotone e la ginestra che, trasformati in tessuto, venivano venduti nelle fiere sotto il controllo di un ufficiale per evitare frodi e per assicurare il regolare andamento degli affari. La tradizione delle fiere si è tramandata nel tempo: ancora oggi ogni anno in settembre si organizza la fiera di Puntadura, località sul Trionto presso Longobucco, segnalata già nelle carte geografiche della Calabria del 1620 come centro di commercio e religioso. 
Dell’attività di estrazione dalle miniere d’argento di Longobucco si hanno ancora notizie da documenti del fisco del 1391, durante il regno di Ladislao d’Angiò (1376-1414), giovane e ambizioso re che per primo sognò di unificare l’Italia sotto il suo governo.
Con la morte di Luigi d’Angiò nel 1434 termina la dinastia angioina in Italia. La Sicilia infatti si era liberata dal loro giogo fin dal 1282, dopo la rivolta del Vespri siciliani del 31 marzo e grazie all’aiuto successivo di Pietro III d’Aragona, che vantava diritti sul regno di Sicilia.

 

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