Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo

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DALL’UNITA’ D’ITALIA AI GIORNI NOSTRI

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unita_italiaAppena saputo dello sbarco di Garibaldi il 19 agosto del 1860 a Mélito Porto Salvo, molti volontari longobucchesi si vollero arruolare fra le truppe garibaldine. A guidarli fu Domenico Strafaci, detto Palma, che raccolse altri volontari nei paesi vicini. Nonostante lo slancio patriottico con cui venne sostenuta l’Unità d’Italia dalle popolazioni meridionali, con essa inizia il declino di tutto il sud – e quindi anche di Longobucco – sia dal punto di vista culturale che economico. A Longobucco cessa l’attività mineraria. La pastorizia, l’attività boschiva e quella agricola hanno comunque continuato a prosperare, esclusivamente grazie alle popolazioni testarde e gelose conservatrici delle proprie tradizioni, nonostante l’abbandono della Calabria da parte del governo del Regno. unita_italia2Per quanto riguarda la storia del nostro secolo,  possiamo annotare che a Longobucco, durante il fascismo, si dette impulso all’arte tessile: il regime fece confezionare qui le divise di ginestra per i militanti del fascio e ci fu anche una modernizzazione del processo di macero della pianta per l’estrazione della fibra. Fino agli anni Sessanta del 1900 nelle campagne di Longobucco si coltivava lino, cotone, canapa e gelso. L’allevamento degli ovini era ancora importante ed in ogni casa era praticata la sericoltura ed era presente almeno un telaio.

 

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